La Digos di Milano ha smantellato un gruppo di neonazisti denominato “Avanguardia Rivoluzionaria” composto da quattro ventenni, colpiti da misure restrittive nel capoluogo lombardo e a Trieste. Nei propositi dei giovani estremisti, l’instaurazione di un nuovo ordine mondiale basato sugli ideali del suprematismo bianco e del nazionalsocialismo.
Per le loro attività in rete i giovani aspiranti rivoluzionari utilizzavano come nomi di battaglia quelli di terroristi divenute icone di riferimento della galassia neonazista, come Anders Breikvik, l’autore della strage di Utoya nel 2011.
Una rete allargata oltre i confini
Il gruppo aveva pianificato azioni violente e intimidatorie allo scopo di finanziare le proprie attività e allacciato stretti rapporti di collaborazione con altre organizzazioni di estrema destra, come il sodalizio elvetico “Junge Tat” che nel mese di maggio aveva ospitato uno dei quattro indagati effettuando con l’italiano alcune aggressioni in danno di appartenenti all’opposta fazione politica.

Bandiera di “Action Front of National Socialists”
Operante sui canali digitali dal 2020, il gruppo neonazista svizzero-tedesco ha attirato l’attenzione su di sé. Composto da una base di circa 10 giovani, il gruppo fa parte del National Action Front (NAF), attivo a livelli europeo ma, in realtà “Junge Tat” è solo una riedizione di altre sigle già dissoltesi, come “Nationalistische Jugend Schweiz” (NJS) e “Eisenjugend Schweiz” (EJ).
Il gruppo tutto italiano degli avanguardisti rivoluzionari, si ispira ai suprematisti bianchi americani e persegue l’instaurazione di un nuovo ordine mondiale di matrice nazionalsocialista, incitando alla discriminazione etnica e alla violenza, pur adottando una sigla non propria della galassia di estrema destra, ma con caratteristiche di pensiero non del tutto dissimili.
L’avanguardia rivoluzionaria è, infatti, una specifica propria del pensiero leninista di inizio ‘900, quando l’ideologo del Partito comunista sovietico, Vladimir Il’ič Ul’janov, “in arte” Lenin, esortò le avanguardie rivoluzionarie a farsi trovare pronte per il momento in cui si fossero prodotte le condizioni idonee alla realizzazione di un processo rivoluzionario.
Un’ideologia che viaggia in parallelo con quella sostenuta dal gruppo individuato dalla Digos di Milano. Per i componenti del gruppo la Procura ha disposto l’obbligo di dimora e firma.
Un fenomeno non nuovo alle cronache
L’operazione di oggi, condotta nel nord Italia, fa seguito a quella di gennaio scorso che portò alla scoperta del gruppo neonazista “Nuovo ordine sociale” operante in Liguria e con diramazioni a Torino, Cagliari, Forlì-Cesena, Palermo, Perugia, Bologna e Cuneo.

locandina “Atomwaffen Division”
A guidare la cellula un 22enne, Andrea Cavalleri, arrestato con le accuse di incitamento alla discriminazione, alla violenza per motivi razziali e religiosi nonché il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico con la contestazione del reato aggiuntivo di “negazionismo”. Quest’ultimo capo di imputazione è scaturito dagli accertamenti effettuati dalla Polizia Postale sul web dove il giovane, in concorso con altri sodali, aveva redatto e diffuso documenti di chiara matrice neonazista e antisemita nei quali, fra l’altro, si incitava apertamente alla rivoluzione violenta contro “lo Stato occupato dai sionisti” e alla eliminazione fisica degli ebrei, creatori del falso mito della Shoah che lo stesso indagato tendeva a minimizzare.
Da tempo, comunque, il fenomeno del rinascente antisemitismo in Europa è sotto osservazione da parte delle Polizie nazionali e dell’Europol. Sono numerosi gli episodi di intolleranza contro le comunità ebraiche stanziate nel Continente e l’emergere di una sotto-cultura panideologica e di comunione di intenti, condivisa tra i neonazisti ed estrema sinistra contro Israele, riconosciuto come obiettivo a fattore comune è un ulteriore rischio da non sottovalutare.